aprile 29, 2018

Convegno Lavoro Marittimo 2017

II CONVEGNO SUL LAVORO MARITTIMO

Esami per i titoli professionali e programmi didattici: criticità e proposte

 

 

Procida. 30 settembre 2017

Il 30 settembre 2017 nella sala consiliare “V. Parascandola” del Comune di Procida, si è tenuta la II edizione del Convegno Nazionale sul Lavoro Marittimo sul tema: “Esami titoli professionali e programmi didattici: criticità e proposte”.

L’iniziativa è costruita in collaborazione con l’Assessore al lavoro marittimo del Comune, avv. Antonio Carannante, il D.M. Giovanni Paudice e il Cap. Nicola Salvemini, del Circolo Capitani e Macchinisti.

«Alla fine di ottobre – dice Fabio Pagano – sono stato convocato dal Direttore della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne il Dott. M. Coletta. A questi ho espresso, in maniera più articolata, i punti che sono stati affrontati nel Convegno. Il Dott. Coletta, in primo luogo, ha tenuto a scusarsi della sua assenza in quanto preso dall’insediamento nel nuovo ufficio avvenuto appena l’11 settembre, evento che non ha concesso il tempo materiale di organizzarsi, ma ha espresso la volontà di essere presente alla prossima edizione. Il Direttore Coletta, poi, ha mostrato molto interesse sia per l’iniziativa che per i contenuti, insieme li abbiamo riaffrontati e in un certo senso sviscerati.

Di recente ci siamo risentiti e mi ha confermato che tutte le richieste sono al vaglio e ci risentiremo al più presto al fine di trovare un adeguato confronto».

Ma non finisce qui. «Sempre in questi giorni – continua il cap. Fabio Pagano – ho ricevuto la seguente email dal Capitano di Vascello (CP) Antonio Raffaele CAPORASO del Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera Reparto VI Sicurezza della navigazione Ufficio 4° Personale Marittimo, sempre in riferimento ai quesiti che gli sono stati rivolti nel corso del convegno dandomi le seguenti informazioni

  1. Il comando generale ha iniziato lo studio di fattibilità per l’implementazione del sistema SIGEMAR (per approfondire) che, partendo da una completa rivisitazione delle modalità operative dell’attuale piattaforma, arrivi fino alla possibilità per i marittimi di consultare la propria matricola online (Navigazione, corsi, ecc.) evitando di doversi recare all’ufficio di iscrizione per controllare la propria posizione.
  2. Per quanto riguarda la richiesta relativa al corso di sicurezza avanzato per le navi cisterna (petroliere, gasiere e chimichiere), si sta approfondendo la questione del periodo di navigazione. Orbene, la Regola V/1-1 della STCW richiede che il m/mo, dopo aver conseguito la certificazione di base per le navi cisterna, effettui un periodo di navigazione su tale tipologia di navi prima di poter accedere al corso avanzato. Pertanto la norma nazionale non può discostarsi delle previsioni della Convenzione onde evitare di essere poi oggetto di rilievi in sede internazionale. Del resto appare logico che, dopo aver conseguito l’addestramento di base si “sperimenti” a bordo l’insegnamento ricevuto prima di ricevere ulteriori addestramenti a terra
  3. Per la problematica relativa al rilascio del libretto di navigazione si sa bene che la competenza non è del Comando Generale ma della DG.

Sempre il Comandante Caporaso ha espresso quanto segue: “Incontri come quello avvenuto a Procida sono senza dubbio positivi e meritori per chi li ha organizzati perché contribuiscono ad avvicinare le Istituzioni al mondo del lavoro marittimo, ad avere contezza delle  problematiche, ad illustrare in modo  preciso e puntuale le disposizioni normative vigenti, a chiarire il perché delle scelte operate dalle Amministrazioni e sicuramente costituiscono la motivazione per cercare di rivedere procedure e disposizioni ove ciò sia possibile e praticabile”.

Sono molto sodisfatto di ciò e concordo pienamente – sottolinea Fabio Pagano –  anche se questo non deve farci arrendere ma, anzi, deve darci maggiore energia per continuare sempre più spediti e tenaci al fine di trovare, con le istituzioni, le giuste chiavi di volta alle molteplici problematiche che affliggono i marittimi, in modo tale che gli attuali lavoratori marittimi e le future generazioni possono seguire la strada del mare in un contesto meno agitato.

Proprio partendo da ciò – conclude il cap. Pagano – stiamo già lavorando alla 3^ edizione che, probabilmente, si terrà nella primavera del 2018 con una nuova veste e con tavoli di lavori strutturati in due giorni di incontri».

 

 

Di seguito i punti analizzati nel convegno.

 

PUNTO 1)

 

STATO DELL’ARTE

Il Decreto del 22 novembre 2016 del Ministero Delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce: Programmi di esame per il conseguimento delle certificazioni di competenza e delle certificazioni di addestramento per gli iscritti alla gente di mare.

L’art. 6 “Accertamento delle competenze e superamento esami” al comma 3 recita: “Qualora il candidato non abbia superato una delle prove previste (ndr. 4 in totale), può ripeterla entro 12 mesi dalla data di effettuazione della stessa. Nel caso in cui il candidato non ripeta la prova oppure consegua nuovamente un esito negativo, deve ripetere tutte le prove di esame previste per il certificato di competenza o addestramento da conseguire”

Tanto premesso, per il conseguimento delle certificazioni di competenza il marittimo deve sostenere 4 prove (scritto e orale) in materia diverse per l’Ufficiale di Coperta e di Macchina  e 3 prove (scritto e orale) per il 1° Ufficiale di Coperta e Macchina. Così come formulato il suddetto articolo, la tempistica per il rilascio del titolo professionale si allunga moltissimo, in particolare ad allungare i tempi , ha contribuito anche la circolare del 04/08/2017 a quanto riportato alla fine della suddetta circolare “In caso di più domande contemporanee, vale il criterio cronologico”.

 

PROPOSTA

Le singole prove in cui il candidato è risultato idoneo, potrebbero essere utilizzate come “crediti” nelle future sessioni d’esame dove sarà quindi possibile completare l’iter per il conseguimento dell’abilitazione.

Ogni qualvolta il candidato supera una prova, la Direzione Marittima interessata potrebbe rilasciare una dichiarazione attestante il superamento o meno della prova in questione, che il candidato dovrà esibire nella Direzione Marittima dove si presenterà per sostenere la prova successiva. Rendere valide le prove effettuate nelle varie Direzioni Marittime, ridurrebbe sensibilmente i tempi sia per gli addetti ai lavori sia per i candidati riducendo di quest’ultimi anche i tempi di disoccupazione. Qualora però una prova non si supera per ben due (2) volte bisogna ripetere tutto l’iter.

 

PUNTO 1.2)

 

STATO DELL’ARTE

Al Titolo II (sezione coperta) e al Titolo III (sezione macchina) del suddetto decreto sono riportati tempi, modalità e programmi a cui i candidati, devono essere sottoposti. In particolare per la prova d’Inglese tecnico (prova scritta e orale) è fissato un tempo massimo di 60 minuti mentre nel precedente decreto ministeriale era di 90 minuti.

 

PROPOSTA

Il tempo di 60 minuti non risulta essere congruo ,. vista la complessità della prova. E’ quindi auspicabile che il tempo da destinare alla prova sia di 90 minuti stabilendo, ad esempio, che 60 minuti vengano utilizzati per la prova scritta e i restanti 30 per la prova orale.

Vista la soggettività nel redigere le domande è quella di riportare a 90 minuti la prova e stabilire in modo inequivocabile le tempistiche , come per esempio potrebbe essere 60 minuti  per effettuare la traduzione delle frasi e 30 minuti dedicarla alla parte orale.

 

PUNTO 1.3)

 

STATO DELL’ARTE

“Composizione della commissione di esame per i certificati di competenza” (v. art. 4 del suddetto D.M): si verifica spesso che intercorra troppo tempo tra una prova ed un’altra, questo perché la disponibilità dei vari membri delle commissioni non coincide.

 

PROPOSTA

La frequenza degli esami si potrebbe aumentare incrementando la platea dei commissari esaminatori. Si potrebbe creare un data base con tutti i membri opportunamente selezionati e in possesso dei requisiti previsti; così nel momento in cui coloro che vengono convocati dalla locale Autorità Marittima non sono disponibili o danno una parziale disponibilità, è possibile sostituirli attingendo membri abilitati dalla suddetta banca dati. Tutto ciò ridurrebbe inevitabilmente i tempi di espletamento degli esami con evidente beneficio per i lavoratori marittimi.

 


 

PUNTO 2)

Allo stato attuale, a seguito degli emendamenti apportati alla Convenzione internazionale STCW a Manila nel 2010 e recepiti con la direttiva comunitaria 2012/35/CE, le disposizioni nazionali sul sistema di formazione del settore marittimo sono state adeguate con il Decreto legislativo 71/2015 e con i successivi decreti attuativi tra i quali assumono rilievo, per ciò che interessa i percorsi di istruzione citati in oggetto, il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 25 luglio 2016 (Requisiti per il rilascio delle certificazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare ai sensi della Convenzione STCW) e il decreto del Direttore generale delle autorità portuali del 19 dicembre 2016 (Percorso formativo per accedere alle figure professionali di Allievo Ufficiale di coperta e Allievo Ufficiale di macchina).

Alla luce della rinnovata normativa di riferimento, che ha inciso sui contenuti formativi elevando gli standard per la sicurezza del trasporto delle persone e delle merci in ambito marittimo, nonché a seguito delle risultanze dell’audit dell’EMSA (European Maritime SafetyAgency) svolto a maggio 2015, si è reso necessario revisionare i suddetti programmi per un puntuale adeguamento alle nuove disposizioni internazionali e comunitarie. Ciò anche al fine di fornire alle istituzioni scolastiche uno strumento, univoco per l’intero territorio nazionale, che comprenda requisiti, contenuti, specifiche e indicazioni per garantire qualità, affidabilità, conformità e trasparenza dei percorsi di istruzione del settore marittimo, condizione indispensabile per la validità dei titoli di studio finali quali titoli utili al successivo sviluppo professionale.

Tuttavia le succitate normative spesso stridono con la reale situazione scolastica italiana, nonostante il forte impegno da parte del MIUR. Difatti, queste normative così specifiche richiedono investimenti su un’adeguata formazione dei docenti e una programmazione ben precisa. A ciò si aggiunga che l’iter scolastico dell’Istituto Tecnico Nautico ha subito dei cambiamenti, come ad esempio la riduzione delle ore da destinare alle materie “prettamente tecniche”. Tale stato di cose comporta quindi una difficoltà materiale a mettere in atto tali nuove normative.

 

Esempi pratici sulle criticità delle materie di studio.

 

LINGUA INGLESE

 

STATO DELL’ARTE

L’insegnamento di sole 3 ore di lingua inglese a settimana sono anacronistiche. Attualmente la carriera marittima esige in maniera essenziale la buona conoscenza della lingua inglese: requisito indispensabile per formare un personale che possa affrontare la fortissima concorrenza straniera.

 

PROPOSTA

Potenziare il numero di ore curricolari e non dedicate alla lingua inglese.

 

NAVIGAZIONE

 

STATO DELL’ARTE

Insegnamento di “astronomia” (ore obbligatorie per la certificazione). Da tempo tale disciplina non ha un riscontro pratico nell’esercizio del lavoro marittimo visto l’avvento delle nuove tecnologie.

 

PROPOSTA

Limitare l’insegnamento di “astronomia” con mere nozioni, e sostituire le restanti ore con esercitazioni su nave al fine di far acquisire allo studente maggiore familiarità con la strumentazione di bordo.

 

LOGISTICA

 

STATO DELL’ARTE

Per quanto concerne il settore della logistica (ex teoria della nave), c’è da evidenziare che tale materia è scomparsa al V° anno, ma spesso, contraddittoriamente, per sostenere gli esami di stato e quelli professionali sono richieste tali competenze.

 

PROPOSTA

Introdurre nuovamente materie prettamente nautiche come la “teoria della nave” in quanto utili sotto il profilo professionale e necessarie per il superamento degli esami dei titoli professionali.

La rilevazione di queste criticità e il vincolo della Convenzione STCW rendono pertanto necessaria una revisione del piano di studi al fine di formare marittimi italiani più qualificati, in linea con le concrete esigenze lavorative e quindi in grado di affrontare la concorrenza straniera. Il tutto cercando di promuovere già nell’ultimo biennio situazioni miranti alla costruzione della professionalità.

Tali iniziative, elaborate sia a livello nazionale sia dalle singole istituzioni scolastiche in virtù della autonomia, potranno rendere più agevole il percorso formativo del “giovane marittimo” ed evitare che il tutto gravi quasi esclusivamente sul budget delle rispettive famiglie.

 


PUNTO 3)

 

STATO DELL’ARTE

Attualmente i giovani diplomati nautici, vista la complessa disciplina normativa di settore, vanno ancor più opportunamente indirizzati.

 

PROPOSTA

Il Ministero dei Trasporti, interfacciandosi con il MIUR e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, potrebbe concordare con gli Istituti Tecnici Nautici, l’acquisizione dei nominativi dei diplomandi e, con apposita comunicazione personale, fornire le linee guida per entrare nel “mondo del mare” quali:

  • modalità per l’iscrizione nelle matricole della gente di mare;
  • corsi di base necessari per poter effettuare il 1° imbarco;
  • informazioni tecniche affinché il futuro marittimo abbia tutti gli elementi necessari per effettuare una giusta valutazione in riferimento al percorso formativo da intraprendere.

 

PUNTO 3.2)

 

STATO DELL’ARTE

Attualmente i diplomati più fortunati, se riescono a inserirsi nell’Accademia del Mare o a essere ingaggiati da grandi Società di navigazione, effettueranno tutti i corsi previsti dalle normative nazionali e internazionali gratuitamente poiché tutti i costi (corso, vitto, alloggio e spese viaggio) sono a totale carico delle Società di navigazione o dell’Accademia del Mare.

E’ previsto anche un sostegno ai giovani diplomati nautici che intendono intraprendere il lavoro del marittimo: il “ Il fondo nazionale marittimi”, quale istituzione beneficiaria dell’importo formativo di cui al Decreto Ministeriale del 17/12/2008 destinato alla formazione di allievi ufficiali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n° 65 del 19 Marzo 2009, d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – Direzione generale per il Trasporto marittimo e per vie d’acqua interne.

Il requisito per accedere a tale fondo è quello di aver conseguito il diploma richiesto nella sessione estiva dell’anno in corso con un punteggio non inferiore a 75/100.

Questo requisito è sicuramente di sprone ad un rendimento scolastico alto, tuttavia risulta essere in parte discriminatorio per coloro che, anche se non sono riusciti ad ottenere traguardi scolastici soddisfacenti, intendono comunque intraprendere la carriera marittima.

 

PROPOSTA

Per il diplomato nautico che ottiene un punteggio inferiore a 75/100, il fondo nazionale marittimi potrebbe sostenere solo le spese dei corsi, e non di vitto. Invece, per i diplomati che hanno conseguito un voto maggiore. Il Fondo andrà a farsi carico delle spese di  alloggio e spese viaggio.

 

PUNTO 3.3)

 

STATO DELL’ARTE

Attualmente per fruire del contributo economico è stabilito un termine. Ad esempio, nel caso dell’anno 2016 le domande dovranno pervenire entro il 30/09/2016.

 

PROPOSTA

Prolungare tale termine fino a un anno dal conseguimento del diploma. Concedere un margine di tempo più lungo, permetterebbe infatti al giovane di valutare con calma se intraprendere la difficile carriera da Ufficiale e al tempo stesso aiutarlo economicamente nel percorso formativo.


 

PUNTO 4)

 

STATO DELL’ARTE

In questi ultimi anni le certificazioni, di cui i marittimi devono essere in possesso, sono molteplici e ultimamente sono aumentate in ordine esponenziale, infatti con l’adeguamento a “Manila 2010” si è avuta una vera e propria corsa ai centri di addestramento riconosciuti per frequentare i corsi previsti.

 

PROPOSTA

Agevolare il lavoro delle direzioni marittime e di venire incontro ai lavoratori marittimi che si trovano lontano dai Compartimenti d’Iscrizione come per esempio i marittimi presenti sulle isole, permettendo loro di interfacciarsi con gli Uffici Circondariali Marittimi al fine di presentare alcune delle pratiche che generalmente

devono essere presentate presso i Compartimenti , come ad esempio:

  • regolarizzare imbarchi e sbarchi all’estero
  • regolarizzare e registrare certificazioni
  • richiedere estratti di matricola.

Utilizzo del canale telematico, cioè interfacciarsi con l’Amministrazione Marittima sulla piattaforma web mediante l’assegnazione di un PIN o il cosiddetto SPID (a seguito di un riconoscimento iniziale fatto c/o i Compartimenti Marittimi). Tutti i marittimi, in tal modo, avranno la possibilità di operare online non solo in fase di richiesta di documentazione, come già avviene con altre realtà dello Stato, ma anche in fase di inoltro.

L’amministrazione marittima avrà di conseguenza la possibilità di operare con maggiore celerità nei confronti dell’utenza.

 

PUNTO 4.2)

 

STATO DELL’ARTE

le procedure amministrative volte al rilascio del libretto di navigazione necessario all’ottenimento della documentazione STCW per le nuove matricole si rifanno ancora a direttive del Ministero Marina Mercantile del 1971 per adempimenti art. 221 del regolamento del CN con minaccia di procedure disciplinari verso gli interessati, ai sensi del combinato disposto di cui gli articoli 1251 p.3 e 9 e 1254.

Tali procedure ad oggi risultano essere troppo lunghe, gravose, complicate e di nessun aiuto verso il personale che si avvia alla carriera marittima e che rischia per tale ragione di perdere opportunità di imbarco.

 

PROPOSTA

snellire ed agevolare le procedure di rilascio del libretto di navigazione possibilmente non in busta chiusa e sigillata onde permettere al nuovo iscritto di certificarsi e presentarsi presso le Compagnie di Navigazione già pronto per processare visti di ingresso e/o altre pratiche pre-imbarco necessarie ed obbligatorie per l’avvio a bordo

 

PUNTO 4.3)

 

STATO DELL’ARTE

La necessità di formazione di personale specializzato operante su navi Petroliere/Chimichiere con una diretta responsabilità per le operazioni di carico, discarica, controllo durante il trasporto, movimentazione del carico, pulizia delle cisterne o altre operazioni relative al carico.

Il  D.M 01.04.2016 agli articoli 2 e 3  definisce chiaramente l’impossibilità di addestrare e certificare detto personale  se non imbarcandolo in soprannumero per tre mesi con un grosso aggravio di costi per le Compagnie.

 

PROPOSTA

Invertire la certificazione di addestramento avanzato (specialized training) da bordo/terra a terra/bordo.